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Affidamento diretto degli impianti sportivi: cosa cambia?
Il recente Comunicato del Presidente ANAC dell’11 marzo 2026 ha riacceso l’attenzione sull’affidamento diretto della gestione degli impianti sportivi previsto dall’art. 5 del d.lgs. 38/2021.
Una lettura superficiale potrebbe far pensare a un ampliamento delle possibilità di utilizzo di questa modalità. In realtà, il quadro è più complesso. Il comunicato, letto insieme al parere ANAC n. 33/2025 e al necessario coordinamento con il Codice dei contratti pubblici, conferma che l’affidamento diretto non rappresenta una scorciatoia, ma un’ipotesi residuale, applicabile solo in presenza di condizioni puntualmente verificate e motivate.
Per gli enti locali diventa decisivo qualificare correttamente la natura della gestione, distinguendo tra mera messa a disposizione del bene, servizio pubblico locale privo di rilevanza economica, servizio pubblico locale di rilevanza economica ed eventuale struttura concessoria, e costruire un’istruttoria solida, evitando l’uso improprio di strumenti semplificati.
Ma quando è davvero possibile ricorrere all’affidamento diretto? Quali sono i passaggi istruttori imprescindibili? E quando, invece, si entra nel perimetro del Codice dei contratti pubblici e della disciplina delle concessioni?
Abbiamo approfondito questi aspetti in un contributo dedicato, completo di schema sintetico di verifica istruttoria, pensato per offrire un supporto operativo a chi, negli enti locali, si trova a gestire queste scelte.
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Oppure leggi l’articolo del nostro esperto, Avv. Francesco Cevolani, su Il Sole 24 ORE



