
Progetto LaSTI: un percorso strategico per i territori STAMI
27 Aprile 2026
Nuovo impulso alle fusioni di Comuni da parte della Regione Emilia Romagna
15 Maggio 2026
La foto simbolo della lotta alla mafia, dove sono ritratti i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino in un momento di complicità, prende vita insieme agli scatti precedenti e successivi di quell’istante in una animazione che diventa un video.
Insieme a una trentina di fotografie in bianco e nero e a un ulteriore video che racconta oltre trent’anni di lavoro in ambito fotografico, compone la mostra “Luce e memoria” di Tony Gentile, allestita nell’ambito del Festival della Legalità e visitabile da venerdì 8 maggio, fino al 14 giugno a Palazzo Santa Margherita, in corso Canalgrande 103 a Modena.
L’esposizione, organizzata dal Comune di Modena in collaborazione con Ago Modena Fabbriche Culturali, Poleis, Modena City of media arts e con il sostegno di Serteco è visitabile a ingresso libero dal mercoledì al venerdì dalle 11 alle 13 e dalle 16 alle 19, sabato domenica e festivi dalle 11 alle 19.
“Luce e memoria” è un invito a riflettere sul valore della memoria come strumento per costruire il futuro. La mostra propone un racconto intenso dedicato al 1992, uno degli anni più drammatici della storia recente italiana, che rivive negli scatti ambientati nella complessa realtà di Palermo. E i due video, entrambi realizzati da Tony Gentile, contribuiscono a creare una atmosfera più emotiva e immersiva rispetto al clima della Palermo e dell’Italia degli anni ’90.
Attraverso il suo obiettivo, Gentile documenta la brutalità della violenza mafiosa, intrecciandola con la vita quotidiana della città: mercati, matrimoni, processioni, volti e gesti di una comunità che continua a vivere nonostante tutto. Le sue fotografie restituiscono una narrazione corale in cui si affiancano figure simbolo come Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e Rocco Chinnici, insieme alla gente comune, protagonista silenziosa di quegli anni. Palermo non è solo sfondo, ma presenza viva: una città segnata da tensioni sociali, politiche ed economiche, capace però di esprimere umanità e resistenza anche nei momenti più difficili. In questo racconto, un ruolo speciale è riservato ai bambini, simbolo di futuro e speranza. I loro sguardi, i loro giochi tra le macerie – come nel celebre scatto del bambino che salta tra le rovine della Kalsa – raccontano la possibilità di andare oltre il dolore.



